In verità il nome di Bellaria è anteriore a questa epoca, compare infattiper la prima volta in un documento datato 1359, come nome di una antica fattoria fortificata che si trovava vicino alla chiesa di Santa Margherita, presso la foce del fiume Uso. Il luogo verrà poi ricordato come castello e rocca dei Malatesta (e Castèl) nel testamento fatto dallo stesso Malatesta da Verucchio nel 1311.
Solo molto dopo, verso la fine del diciannovesimo secolo sulla sinistra del fiume uso si estese una borgata di case di pescatori, che ricoveravano le proprie barche nella foce.
La storia di Igea Marina è molto più giovane invece: agli inizi del '900 il dott. Vittorio Belli, medico e studioso di botanica, diede il nome della dea Igea, figlia di Asclepio e simbolo di salute e benessere ad un villaggio per le vacanze, progettato nella pineta tra il torrente Uso e la "Torre Pedrera". "Marina" fu associato al nome Igea quando nella zona meridionale si installarono colonie estive per bambini.
Il comune è stato istituito nel 1956 per scorporo di quattro frazioni del comune di Rimini: oltre a Bellaria e Igea Marina, Bordonchio, Cagnona e Borgata Vecchia
Bellaria Igea Marina è il comune più giovane d'Italia essendo stato istituito nel 1956 e racchiude quattro frazioni scorporate dal comune di Rimini: oltre a Bellaria e Igea Marina, Bordonchio, Cagnona e Borgata Vecchia.
I profumi e le sensazioni di quel passato dai tratti fiabeschi vengono portati ai giorni nostri dall'imponente Torre Saracena (utilizzata nel '600 e nel '700 come baluardo difensivo contro le incursioni dei pirati "saraceni"), mentre il Castello Benelli e la Villa Torlonia testimoniano un passato in bilico tra storia e leggenda.
Personaggi illustri di un passato non troppo lontano amavano e frequentavano Bellaria Igea Marina: il poeta Giovanni Pascoli, che si recava alla Trattoria della Speranza (Borgata Vecchia) ogni qualvolta si trovava in Romagna e lo scrittore Alfredo Panzini, che vi passava le vacanze estive nella sua villa chiamata poi la "Casa Rossa".